Avendo aperto il 13 marzo 2009 il catalogo è più che mai un work in progress, guidato da un principio che viene definito dal proverbio greco: "Nemmeno Giove fa contenti tutti a secondo che metta la pioggia o il sole".
Da cui ho deciso di non preoccuparmi assolutamente dei gusti della potenziale clientela ma solo del mio personale.
Sarebbe stato impossibile e, quindi, insensato correre dietro alle preferenze di chiunque entra in bottega e poi questo mi consente di parare gli acquisti che non incontrano il piacere dei clienti con il pensiero che mal che vada me li tengo dato che mi piacciono.
I parametri che ho adottato nella scelta dei materiali da proporre sono stati quelli pratici, quali i rapporti tra qualità, prezzo e affidabilità del produttore, e quelli estetici, prettamente personali e comunque non troppo inclini alle stravaganze fini a se stesse e decisamente lontani dallo stile massiccio di tanta industria e artigianato che producono pipe che starebbero bene sugli alari.
Per lo stile classico mi sono affidato a 2 marchi del regno unito: Peterson, che presenta impeccabili shapes in radiche di ottima qualità e stagionatura e, attualmente, ho scelto di presentare alcune serie quale la Aran, pipa in radica dal prezzo modesto, con vera e dimensioni medie, shapes perfette per chi vuole avventurarsi nel mondo classico senza affrontare esborsi impegnativi.
Su quest’idea affianco le Killarney ebony, laccate nero lucido la cui eleganza ha sempre suscitato l’ammirazione perfino dei profani, con questo finissaggio lo shape si staglia nella sua impeccabilità con tono severo e perentorio che non consente repliche.
Continuo con una serie che adoro: Irish Made Army, radica, ebanite e nichel, montaggio appunto, army.
Meccanica impeccabile a un prezzo contenuto, una pipa popolare per chi ce l’ha sempre in tasca, dallo stile rude che ha bisogno di sapiente arroganza per essere resa elegante. Strumento per tutti per la facilità di fumata, ma dallo stile non di certo per i sempliciotti, che vi scomparirebbero dietro.
Poi il palatale: serie Tyron. Belle radiche lucide con doppia vera in ottone nell’ovvia shape precisa di cui si pregia Peterson. Il palatale personalmente lo uso 1 o 2 volte al giorno, perchè non mi picchia sulla lingua, come molti che come me caricano intorno alle 10 volte al giorno.
Per inciso: io possiedo tutto ciò che propongo ai clienti. Come fumatore provo tutto per avere coscienza definita riguardo agli oggetti che scambio con il vostro lavorato denaro. Così come ho fumato, per assaggio, le circa 100 etichette di tabacco che propongo dai miei banchi, ché non mi piace rispondere alle vostre domande con balbettanti invenzioni.
Per lo stile classico continuo con un marchio Made in London: Dunhill, di cui tengo tutti i gruppi e tutti i finissaggi.
Cosa dire di Dunhill? Generalmente leggo dei birignao agiografici e pedissequenti, alquanto piaggianti.
La realtà è che tutti noi fumatori prima o poi ne vogliamo mettere una in rastrelliera: possesso di un pezzo di storia, feticcio o status symbol? Poco importa, qualcuno poi si innamora della sua fumata e se ne riempie la casa, altri non la trovano così necessaria, comunque giudicandola sempre dopo che sta lì: sulla rastrelliera di casa, col suo white spot che ammicca e sfotte cosciente di non poter essere né imitato né eguagliato.
Made in London sono anche spesso in grado di offrire delle vecchie Parker, è un gioco trovare il difetto veniale per la quale non sono diventate Dunhill. Comunque radica e forature Dunhill a un terzo del prezzo Dunhill. Niente white spot, però.
Ci difende da molte cose il rigore made in U.K., ma non è che abbiamo sempre bisogno di essere difesi, così propongo lo stile danese partendo da Stanwell, di cui ho adottato la serie De Luxe, la più economica, che offre una pipa schietta ma che comprende già tutte le shape del catalogo Stanwell cosicché, per qualche decina di euro, posso offrire modelli disegnati da Sixten Ivarsson. Dalle De Luxe alle Royal Mat, uguali per shape ma differenti per le maggiori dimensioni e dall’accogliente finissaggio opaco, subliminalmente gradevole al tatto. Le snelle Bamboo e le chubby Compact e le country style Bark Top. In molte di queste pipe i più esperti individuano con facilità la mano di Ivarsson, Chonowitsch, Holm e vari altri grandi pipemakers danesi che hanno avviato la loro carriera in Stanwell. Propongo poi i vari fuori catalogo che Stanwell talvolta produce, magari in poche decine di pezzi, e che con l’aiuto dell’ importatore riesco ad accaparrarmi.
Poul Winslow entra in bottega di diritto: il suo stile che mette alla frusta il rigore inglese deformando le shapes tradizionali pur conservandone l’idea presenta un’ironia beffarda e di gran classe, oltre a un’impeccabile fumata, spesso estranea ai pipemakers della stessa area.
E poi Bang: più lontano dallo stile classico e completamente immerso nello stile Danese di cui ne è uno dei più smaglianti rappresentanti, offre pipe di grande disegno e dall’alto blasone, difficilmente raggiungibile per un produttore Danese, ma che Hansen e Noltensmeier e pochi altri nomi hanno raggiunto, e che da loro viene saldamente mantenuto ad alti livelli con una produzione di grande accuratezza ed estro.
Fukada, dopo anni passati in laboratorio con Sixten Ivarsson, rientra in Giappone per produrre, per conto di Tsuge, la serie Ikebana: pipe votate all’idea Danese di esistere già nella placca e che da lì devono essere tirate fuori con maestria e sapienza, aiutato in questo dalla meticolosità giapponese, Fukada fa ciò per meno di 300 pezzi all’anno, alcuni dei quali, con mio gran piacere, giungono nella mia bottega e sono a disposizione degli estimatori più raffinati.
Duca Pipe: con grande orgoglio espongo nella mia bottega le pipe fatte nella mia città da Massimiliano Rimensi, e con enorme sollievo anche: trovo che molti artigiani non producano forme estrose ma si limitino a forme estrose, spesso perché incapaci di esegure una billiard o una dublin come si deve. Questo non è il caso di Massimilino, che esegue forme classiche con grande precisione e produce, su queste, delle chubby sorprendenti per come si discostano dalle forme da cui derivano pur mantenendone chiaramente il carattere originale, come una chubby di gran stile deve.
